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"DER ERWACHSENE EINE STEHLEN DEN GEIST NACH UNS"

"Gli adulti ci rubano l'anima"

Gli adulti nel collezionare, ordinare, catalogare le sorpresine kinder, tolgono alle stesse la loro pura natura di giocattolo per il bambino. Si crea per essi una nuova funzione di oggetto "prezioso" totalmente opposta alla dimensione disincantata, allegra e fantastica per cui è stata creata.

 

B-BARBY e PERSONAGGI-FUMETTO

L'uso del personaggio-fumetto non avviene solo per la capacità rappresentativa e del linguaggio ad esso legato, ma anche per il concetto sostenuto dallo stesso in un contesto reale, dove il personaggio-fumetto è il referente di un ricordo fantastico d'infanzia. Si determina, in questo modo rappresentato, una struttura capace di assorbire contesti diversi dai tradizionali a quelli contemporanei.

L'uso della bambola, simbolo dell'immagine femminile, avviene per il linguaggio semplice ad essa legato. Il concetto legato alle modifiche che essa subisce, trasformano il contesto fantastico a cui essa appartiene al contesto reale e la bambola rappresenta le avversità del mondo femminile. La bambola come donna. Il fantastico che si trasforma in reale. Il bello che si tramuta in brutto.

                                                                                                                                                                                                  2003

ARTE ESTETICA-CONCETTUALE

Dovendo per coerenza, non si può evitare di guardare alle scuole di pensiero-artistico come le celebrate: arte concettuale, new dada e nouveau realisme, che dai primi anni cinquanta ad oggi hanno portato a livello internazionale un nuovo modo di esprimere l'arte attraverso l'impiego di oggetti d'uso comune.

Il new dada dagli Stati Uniti cercava di riallacciare un legame con la pittura, con l'uso di colori e tele.

Il nouveau realisme ha tolto dalla scena quella che da secoli era ritenuta l'essenza della pittura, vale a dire la pittura su tela con pennelli e colori. Il nouveau relisme pone l'accento sul progetto mentale, sull'azione dell'artista e sull'evento, più che sull'opera.

Il new dada propone un intervento sulla realtà e sugli oggetti della civiltà contemporanea, dei quali cambia il valore e il senso, per raggiungere come obiettivo la mente dello spettatore, al quale è destinato l'effetto del mutamento. Per i new dada l'oggetto non è elevato ad una dignità estetica, ma resta con la sua qualità oggettiva di elemento-oggetto che accompagna la vita quotidiana. Analizzando questi due movimenti artistici, mi sento più vicino ai new dada rispetto al nouveau realisme, perchè tendono a creare attraverso le opere un effetto sullo spettatore, mi allontano invece da loro per quanto riguarda l'oggetto, che a mio avviso può essere tale e estetico, può essere reso diverso pur mantenendo le caratteristiche principali.

Uscire da quella realtà, radicata per secoli non è stato facile, lo dimostrano le reazioni suscitate da Burri con i suoi sacchi e Manzoni con le sue "Produzioni". La grande corrente concettuale che dalla metà degli anni '60 a livello internazionale rifiuta di identificare il lavoro dell'artista con la produzione di qualsiasi oggetto di più o meno rilevante qualità estetica e ritiene che l'essenza dell'arte sia invece nell'idea, nel concetto che precede e conforma l'opera. Citando un teorico del movimento come Sol Lewitt il quale dice: "nell'arte concettuale l'idea concetto è l'aspetto più importante del lavoro. Quando un artista utilizza la forma concettuale di arte, vuol dire che tutte le programmazioni e decisioni sono stabilite in anticipo e l'esecuzione è una faccenda meccanica. L'idea diventa una macchina che crea l'arte."

Dopo questi presupposti, identifico la mia corrente artistica: Arte Estetica-Concettuale. Arte concettuale, arricchita di temi estetici. In passato, nell'espressione artistica concettuale, non era importante il materiale o l'oggetto, lo era solo l'idea di base che precedeva il lavoro. Oggi si investe sull'estetica di un oggetto anche nell'arte come nella società. Oggi nell'arte sono cambiate le forme, le materie, le espressioni e anche la cultura. Sono terribilmente cambiati i ritmi di vita, le tendenze, i costumi e l'utilizzo di strumenti adottati dagli artisti. Le sedi dell'arte ospitano le performance, le installazioni, le video proiezioni, che comunicano con linguaggi diversi dai tradizionali mezzi di espressione artistica.

Nel mio "ciclo dei libri" ho usato dei libri reali, ma ho colorato le pagine, le ho unite, li ho modificati nella loro realtà, togliendo  la funzione dell'oggetto (non possono più essere letti o sfogliati), ma per quanto riguarda il significato d'oggetto, sono ancora dei libri che visivamente mantengono inalterato il rapporto con il vissuto delle persone. A questo servono ad essere individuati-riconosciuti. La mia elaborazione sull'oggetto libro è di far rivelare, intuire o immaginare un contenuto che io vado a rappresentare e lo spettatore, a sua volta, interpreta in base alla sua sensibilità. Il libro diventa anche oggetto-simbolo di un pensiero artistico, è come il contenitore-mente dell'artista, pensate ad un libro-contenitore di storia, memoria, vita, aspirazioni ed altro, perciò il libro diventa il simbolo di un'attività artistica.

Il "ciclo delle Presenze", come concezione risale al 1990, riprese nel 2001 come presenze di memoria e di ricordi nefasti della guerra. Il ciclo attuale è uno specchio, è una visione interiore. Porsi davanti ad una mia "presenza" è come guardare ed essere guardati, ma da chi? Ognuno vedrà cose diverse, avrà sensazioni personali. Nell'opera d'arte lo spettatore si specchia e cerca se stesso.

 

PRESENZE

Le "Presenze", come concezione risalgono al 1990, creavo dipingendola la tridimensionalità sulla superficie della tela e vi inserivo le presenze. Le macchie bicolore di diverse dimensioni e forme sono a prima vista degli occhi, in realtà sono delle "Presenze", sono essenze, stimoli che percepiamo nell'ambiente. L'esempio tipico è quando siamo soli e ci guardiamo allo specchio, a quanti è parso di non essere soli, che ci sia qualcun altro nella stanza. Il problema della composizione e della forma per me non hanno valore. ◊Superfluo parlare dello spazialismo di Fontana o di Castellani, Bonalumi e di Manzoni riguardante il problema della composizione e della forma che si libera al di fuori della superficie da cui nasce e va nello spazio come totale energia.◊ La tela che prima era liscia e tesa perde la sua normale forma per entrare nello spazio, lo ingloba e ne fa parte. Il medium di relazione autore-opera-spettatore lo fa il colore. Le cromie pure, decise, quasi irreali per la loro essenzialità, veicolano la relazione, ma anche le dinamiche inconsce proprie di chi osserva l'opera. Il ciclo delle "Presenze" è uno specchio, ma nello stesso tempo è una visione interiore. Porsi davanti ad una mia "Presenza" è come guardare ed essere guardati, ma da chi? Ognuno vedrà cose diverse, avrà sensazioni personali. Nell'opera d'arte lo spettatore si specchia per cercare se stesso.

                                                                                                                                                                                   febbraio 2003